«Grazie. Ma non chiamateci eroi»

  • 09 set 2020
L’iniziativa del Comitato Costa Etruska, che in questi giorni ospita alcuni operatori sanitari dell’ospedale di Bergamo per una vacanza donata dagli imprenditori dell’associazione, è anche l’occasione per parlare con chi ha vissuto in prima linea quelle settimane drammatiche. Come Maddalena Ferrari, coordinatrice infermieristica, e Silvia Canini della direzione medica dell’ospedale Giovanni XXIII di Bergamo. hanno trascorso settimane difficili da quel venerdì 21 febbraio che entrambe ricordano molto bene. «Da quel venerdì 21 febbraio la situazione è cambiata drasticamente all’improvviso e ci siamo trovate a vivere un incubo e a gestire una situazione mai accaduta prima nel nostro ospedale». Tra pazienti in continuo aumento e reparti da riorganizzare per accogliere i contagiati da Covid-19 e tenere lontani i degenti che non avevano contratto il virus. «Durante quel weekend – racconta la dottoressa Canini – siamo stati convocati dalla Regione Lombardia e da lunedì 24 febbraio abbiamo iniziato a lavorare senza sosta: ci riunivamo due volte al giorno per fare il punto della situazione perché dovevamo riorganizzare i reparti, e non solo. Sono stati attivati corsi di formazione per preparare gli operatori non specializzati in pneumologia e malattie infettive a trattare i pazienti contagiati. Ci siamo tutti rimessi in gioco: il 29 marzo siamo arrivati a 550 posti letto Covid sui 900 totali. Nulla è stato semplice: dovevamo quotidianamente affrontare situazioni differenti e anche il clima emotivo non era dei migliori. Si ammalavano amici, parenti, colleghi e poi c’erano le nostre famiglie a casa a cui pensare». Questa settimana di vacanza è servita per staccare la spina e vivere giornate finalmente spensierate, anche se quei ricordi restano impressi nella memoria. «Quando dalla direzione dell’ospedale mi hanno informato dell’iniziativa del Comitato Costa Etruska sono rimasta sorpresa, ero molto contenta – racconta Maddalena Ferrari, coordinatrice infermieristica dell’ospedale Giovanni XXIII –. Non conoscevo bene questa parte della Toscana e ne sono rimasta affascinata. Stiamo vivendo giornate bellissime e per questo voglio ringraziare di cuore sia il comitato che gli imprenditori che hanno preso parte al progetto». L’operatrice è stata per settimane nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale bergamasco. «Lavoravamo con grande sacrificio – racconta –: i dispositivi di protezione che dovevamo indossare ci causavano grandi disagi e quando finalmente potevamo toglierli rimanevano i segni. Ho visto purtroppo pazienti non farcela, ma c’è stato anche chi ha sconfitto il virus e per noi è stata una gioia immensa. Abbiamo vissuto momenti difficili: i pazienti arrivavano in condizioni gravi e peggioravano nel giro di pochi minuti». Ma adesso è tempo di viversi la vacanza. «Sapere che qualcuno ha pensato a noi ci gratifica – dice la dottoressa Canini –: ci hanno chiamato eroi, ma credo che tutti nelle nostre condizioni avrebbero fatto lo stesso». Venerdì 11 settembre al “Paradù eco resort” di Castagneto Carducci gli operatori sanitari dell’ospedale di Bergamo incontreranno gli imprenditori del Comitato Costa Etruska durante la festa di chiusura dell’iniziativa. «Potremo ringraziare di persona chi ci ha fatto questo meraviglioso regalo».

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