Finanziaria condannata a risarcire

  • 09 set 2020
Un grossetano aveva acquistato una motocicletta tramite una finanziaria. E la stessa finanziaria, come spesso avviene, gli aveva messo a disposizione un’ulteriore linea di credito da poter utilizzare con carta di credito anche successivamente. Dopo aver estinto il prestito originario, infatti, il consumatore grossetano aveva attivato la carta di credito revolving, ottenendo un prestito di ulteriori 4.000 euro in un’unica soluzione: senonché, dopo circa 5 anni, si è accorto di aver già restituito il doppio. E così si è rivolto alla Confconsumatori. Vano, però, ogni tentativo di ragionare con la finanziaria. Ma dopo anni quel cittadino grossetano ha ottenuto giustizia. Con la sentenza 313/2020 il Tribunale di Grosseto ha dichiarato la nullità parziale del prestito, in quanto la finanziaria ha applicato tassi diversi da quelli indicati nel mutuo iniziale (finalizzato all’acquisto di un bene) e non ha mai pattuito per iscritto l’ulteriore ammontare degli interessi previsti per il credito successivo. Con la sentenza il giudice grossetano ha statuito che «le condizioni diverse, ai sensi dell’articolo 8 delle condizioni generali di contratto, avrebbero dovuto essere pattuite mediante sottoscrizione di un “apposito modulo”, che mai risulta essere stato sottoscritto e non è presente agli atti. Il che si risolve evidentemente in una nullità parziale del contratto ai sensi dell’articolo 117, comma 4, del Testo unico bancario, poiché non vengono pattuite in forma scritta le condizioni economiche applicabili al rapporto, oltre che in una violazione delle forma convenzionale adottata espressamente dai contraenti per la futura conclusione di contratti, che si presume voluta a pena di invalidità (articolo 1352 del Codice civile), rilevabile d’ufficio secondo le regole generali (articolo 1421 del Codice civile)». Dopo la sentenza (che verrà pubblicata sui siti www.confconsumatoritoscana.it e www.confconsumatori.it) il tribunale ha rimesso la causa in istruttoria per quantificare il rimborso che il consumatore avrebbe dovuto ottenere, proponendo una conciliazione tra le parti: tuttavia la finanziaria è capitolata, senza procedere oltre con il giudizio, rimborsando al grossetano 5.000 euro. «Purtroppo – commentano a Confconsumatori – è una vicenda non inusuale. Soprattutto con la necessità di liquidare gli Npl (i crediti deteriorati) le banche, le finanziarie e i cessionari dei crediti mettono in esazioni contratti che spesso presentano patologie. Per questo motivo ricordiamo che lo sportello grossetano di Confconsumatori prosegue la sua attività di difesa dei risparmiatori traditi e degli utenti bancari». La sede di via della Prefettura 3 riceve solo su appuntamento da fissare ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 17 chiamando il numero 0564 417849.

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