La città visibile 2020: il primo incontro

  • 11 feb 2020

L’appuntamento con “La città visibile” 2020 è fissato dal 19 al 27 settembre nel centro storico. Ma il cammino verso l’undicesima edizione della manifestazione d’arte e animazione culturale urbana organizzata dal Polo culturale Le Clarisse di Fondazione Grosseto Cultura – il cui tema annuale sarà “Fuori di sé” – comincia già martedì 18 febbraio alle ore 18 nella sala conferenze di Clarisse Arte, in via Vinzaglio a Grosseto, con la prima riunione del percorso partecipativo, aperto a tutti, che servirà a completare il progetto culturale e definire il programma dell’evento clou di sabato 19 settembre, La notte visibile della cultura. «Dalla prima edizione, attraverso specifici bandi gratuiti – ricorda il direttore del Polo culturale Le Clarisse, Mauro Papa – La città visibile si è sempre rivolta ai cittadini tentando di stimolarne la partecipazione attiva a spettacoli e progetti culturali: anche per questa edizione è previsto un bando pubblico per chiedere al pubblico, anche a quello composto da dilettanti e da semplici appassionati, di progettare proprie iniziative da realizzare in occasione della Notte visibile della cultura, sabato 19 settembre. Il bando sarà pubblicato a marzo e nel frattempo per definire i dettagli del bando, per completare il progetto culturale di Città visibile 2020 e per valutare nuove proposte e desideri, Fondazione Grosseto Cultura organizza la prima riunione del percorso partecipativo: sarà aperta a tutti, senza distinzioni». Nell’occasione sarà presentato anche il nuovo Regolamento del Cantiere delle arti, un servizio (a pagamento) che il Polo culturale Le Clarisse mette a disposizione degli artisti e di tutti coloro che vogliono realizzare mostre nel museo delle Clarisse che, con sistemi di sicurezza e climatizzazione adeguati ai più elevati standard museali, rappresenta lo spazio espositivo più prestigioso di Grosseto. Intanto, ecco qualche anticipazione sull’edizione 2020 di Città visibile. «Sarà dedicata alle auto-rappresentazioni – spiega Mauro Papa – e vuole stimolare i grossetani al racconto di sé: auto-rappresentazioni, o autoritratti, non solo fotografici o pittorici, ma anche narrativi, poetici, performativi, di proposta oggettuale. Autoritratti liberi da convenzioni e stereotipi, in cui includere tutte le immagini e i testi necessari alla definizione del proprio mondo, della propria memoria e delle proprie aspettative. Attraverso spettacoli performativi, mostre d’arte, di fotografia, di architettura, ma anche eventi multidisciplinari come passeggiate letterarie, conferenze, workshop e seminari, Grosseto si metterà ancora una volta in mostra, rendendo visibile la sua energia creativa e, insieme, rendendo visibile il suo passato, il suo presente e il suo progetto di futuro».

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