Grafene, il materiale del futuro

  • 06 feb 2021

Dal 2021 l’Italia ospiterà uno dei primi impianti di grafene al mondo, quello realizzato dall’impresa hi-tech genovese BeDimensional, spinoff dell’Istituto italiano di tecnologia, che nel 2019 ha ricevuto investimenti privati per 20 milioni di euro. E uno dei ricercatori di BeDimensional, Sebastiano Bellani, ha partecipato all’incontro organizzato dal gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Toscana Sud nella sede di Grosseto Sviluppo, in collaborazione con la Fondazione Polo universitario grossetano. Un incontro dall’obiettivo strategico per il futuro dell’economia maremmana: valutare le applicazioni nei processi produttivi della nuova frontiera rappresentata dai materiali bidimensionali, capaci di offrire performance straordinarie, dei quali il grafene è tra i principali rappresentanti.

«Il grafene fa respirare il futuro – ha premesso Giovanni Mascagni, responsabile della delegazione di Grosseto di Confindustria Toscana Sud – e consente molteplici ambiti di applicazioni: dalle nanotecnologie all’edilizia, dall’agricoltura alle batterie al litio. Vogliamo interrogarci proprio su questo, tentare di capire se e come nel nostro sistema d’impresa possa trovare applicazione concreta e creare processi virtuosi». Anche la ricerca è pronta a fare la sua parte: «La Fondazione – ha detto Ottavia Spiga, ricercatrice del dipartimento di Biotecnologie, chimica e farmacia dell’Università di Siena, in rappresentanza della Fondazione Polo universitario grossetano – si propone di essere un aggregatore non solo nell’ambito della cultura ma anche nella ricerca scientifica. E nel nostro territorio non mancano progetti dalle forti potenzialità e realtà che lavorano con grande successo a livello internazonale».
Il gruppo Giovani imprenditori di Confindustria Toscana Sud ha offerto alle imprese un’occasione per guardare al futuro. «Fare ricerca in Italia è possibile – hanno detto il presidente dei Giovani imprenditori, Giacomo Cretella, e il vicepresidente Lucio Cinà –: c’è conoscenza, c’è fermento. Siamo in corsa. E i risultati, quando ci sono, portano ricadute dirette e indirette sull’economia di un territorio. Crescono le imprese, crescono i dipendenti e le loro famiglie. In particolare, tanta ricerca sul grafene si sta concretizzando in numerose applicazioni pratiche: BeDimensional è un esempio».
La conferma arriva da uno dei protagonisti: «BeDimensional – ha detto il ricercatore Sebastiano Bellani – è un’industria, la visione è già realtà. È stata fondata nel 2016 per produrre cristalli bidimensionali, tra cui il grafene. Da quando è stato scoperto, il grafene ha attratto l’attenzione per le eccezionali potenzialità: è più forte dell’acciaio, più leggero dell’aria, trasparente. Ma occorre capire come sviluppare l’applicazione e come utilizzarlo. Noi siamo già in questa fase: utilizziamo i cristalli, ad esempio, per oli, lubrificanti, vernici, celle solari, batterie. Ma per fare tutto questo occorre produrre grafene in grandi quantità. E BeDimensional ha brevettato un sistema». Dall’impianto pilota a Genova, con la capacità produttiva di 1 kg a settimana, a fine 2021 si prevede di arrivare a un impianto industriale con cui produrre almeno 1,5 tonnellate all’anno. «Gli ambiti principali di applicazione – ha spiegato Bellani – sono le vernici, i compositi, le batterie e le celle solari. Ma non solo. Ad esempio, è possibile produrre caschi da motociclista rivestiti di grafene, con maggiore resistenza all’impatto e termoregolazione, oppure gomma per le solette delle scarpe, stanghette degli occhiali che possono resistere a temperature più elevate, cavi in pvc, batterie a ioni di litio, celle solari in silicio. A questo proposito, BeDimensional ha contribuito a realizzare il primo prototipo al mondo di celle solari con 9 pannelli capaci di produrre energia al costo di 3 centesimi di dollari per Kwh». Circa un decimo del prezzo di mercato. Performance, quelle del grafene, capaci di suscitare l’interesse degli imprenditori maremmani che hanno partecipato all’incontro.

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